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Fondamenti religiosi del pensiero costituzionale: storia e attualità

Fondamenti religiosi del pensiero costituzionale: storia e attualità

Аleksej Veličko

Università di Kemerovo

         Illustri Colleghi! Nella mia relazione vorrei trattare due aspetti che mi sembrano importanti. In primo luogo, che cosa bisogna intendere quando si parla di fondamenti religiosi della costituzione? E, in secondo luogo, quanto è attuale il pericolo della «clericalizzazione» del pensiero costituzionale?

Oggi la necessità di sancire nella costituzione i diritti e le libertà fondamentali del cittadino e le loro garanzie non vengono più messe in dubbio da nessuno. Il ruolo e la supremazia del diritto vengono riconosciuti anche negli Emirati Arabi Uniti, che si sono dichiarati apertamente uno stato islamico (articolo 7), e nella laica Repubblica francese (articolo 1). Ogni Paese ha una propria costituzione, che non solo crea un approccio unitario alla legge, ma che forma altresì il pensiero costituzionale.

E’ difficile non valutare appieno la sua importanza. Grazie ad esso il comune cittadino si convince del fatto che esistono dei valori fondamentali, quelli che fanno di lui un vero essere umano, una persona; che non è la volontà di un unico individuo a determinare il carattere delle relazioni sociali, bensì il diritto; che la legge è l’arbitro che difende il debole, garantisce la giustizia, punisce il colpevole. E’ proprio il diritto che crea la «persona civile», è proprio la legge che «addomestica» il potere.

Come è noto, ciascuna costituzione non solo porta in sè un proprio ideale politico, ma sancisce anche il passato che ogni popolo ha vissuto. In altre parole la costituzione crea la cultura giuridica di quel popolo. Questa unità di passato e futuro è sempre implicita nella norma giuridica. Proprio in questo modo si crea la tradizione giuridica: essa «conserva» il meglio del passato e così determina la direzione del futuro sviluppo del diritto nazionale.

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АLEKSEJ VELIČKO Mosca

La “sinfonia” di diritto romano e diritto canonico 

         I.

         Il rapporto di sacerdozio e impero, ovvero la «sinfonia», si è manifestato nell’Impero romano cristiano molte volte. Questo argomento è già stato trattato sia da me sia dai colleghi qui presenti. Oggi vorrei descrivere brevemente questa «sinfonia» sull’esempio del diritto canonico e del diritto romano. 

         Spesso si afferma che all’epoca dell’Impero romano la Chiesa e lo Stato abbiano avuto vite parallele, ma se così fosse stato, si sarebbe manifestata con evidenza la loro tendenza ad isolarsi l’una dall’altro. La storia, invece, ci propone scenari diversi. Nel corso di tutta la sua esistenza l’Impero romano non ha conosciuto la rigida separazione tra il “diritto dello Stato” e il “diritto della Chiesa”

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